Abbassare il colesterolo fa sempre bene?

Basta conoscere la fisiologia ed il funzionamento biologico del corpo umano per capire l’importanza del colesterolo.

Il colesterolo svolge molteplici funzioni. E’ di cruciale importanza per mantenere un certo livello di energia e per il corretto funzionamento:

  • del sistema immunitario
  • del metabolismo dei grassi
  • della tiroide
  • dei nervi (avvolti nella mielina, costituita di colesterolo)
  • della funzionalità epatica
  • della gestione dello stress
  • della funzione surrenale,
  • delle funzioni cerebrali

Ridurre il colesterolo significa quindi, interferire in modo negativo con tutte le funzioni elencate.

Il colesterolo è una componente importante del bilayer lipidico che circonda le cellule.

La quantità di colesterolo sul lato interno della membrana cellulare è meno di un decimo rispetto al lato esterno. Copyright: Istituto per le Scienze dei Materiali Cell-Integrati (iCeMS)

Dal colesterolo dipende la sintesi:

  • di vitamina D3 (essenziale per le ossa);
  • di leptina (ormone che regola il senso di sazietà);
  • di Coenzima Q10;
  • di ormoni, come vedremo qui di seguito.

Se si abbassano i livelli di colesterolo si riducono: vitamina D3, leptina, Coenzima Q10, ormoni.

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Colesterolo ed equilibrio ormonale

Ben sei ormoni detti anche steroidei, derivano dal colesterolo:

  • I glucocorticoidi, vitali per il metabolismo dei carboidrati. Il glucocorticoide più importante è il cortisolo, un potente ormone surrenale dalle molteplici funzioni, tra le quali fungere da potente anti-infiammatorio, in grado di opporsi ad una iper-funzione immunitaria.
  • Gli ormoni mineralcorticoidi. L’aldosterone entra in gioco nel controllo del sodio e del potassio, ed è quindi responsabile delle dinamiche della ritenzione idrica.
  • Gli ormoni androgeni come il DHEA e il testosterone. Eessenziali per la libido ed il mantenimento della densità ossea.
    Bassi livelli di DHEA sono stati correlati a fragilità ossea e osteoporosi. Il DHEA è anche fondamentale per la memoria e contrasta l’invecchiamento.
  • I progestinici. Il progesterone è di vitale importanza per la regolazione dei cicli mestruali delle donne e sono gli ormoni della gestazione.
  • Gli estrogeni come l’estradiolo sono critici per lo sviluppo sessuale e hanno diverse funzioni per la salute dell’osso e del cervello.
  • La vitamina D è tecnicamente uno sterolo, ma funziona come un ormone steroideo. La vitamina D è convertita nel fegato e ha centinaia di funzioni vitali a supporto al sistema immunitario. La vitamina D è anche critica per la regolazione del calcio nel sangue.

Livelli minimi di colesterolo

Una domanda sorge spontanea. Com’è possibile fissare dei livelli minimi di colesterolo universali, validi per tutti ed in qualunque momento della vita?
Dovrebbe risultare evidente che la regolazione endogena dipende da molteplici fattori che non hanno nulla a che vedere con il rischio cardiovascolare.

Non a caso una pubblicazione datata luglio 2017 del Royal Pharmaceutical Journal afferma: “Le ipotesi su colesterolo e calorie sono entrambe morte – è il momento di concentrarsi sul vero colpevole: la resistenza insulinica”Royal Pharmaceutical Journal.

Le statine sono i farmaci che interferiscono con la produzione endogena di colesterolo. La loro funzione principale è inibire l’HMG-CoA reduttasi, enzima precursore del colesterolo. Gli effetti collaterali delle statine sono dovuti proprio al fatto che riducono i livelli di colesterolo.

È logico, persino prevedibile che gli effetti collaterali della riduzione del colesterolo endogeno superino di gran lunga i benefici. E non dovrebbe stupire se tali benefici non vanno oltre quelli della cardio-aspirina: è quanto emerge in un’ampia revisione scientifica presentata qui di seguito.

Una recente revisione scientificaScientific Research open acessPDF, volta a migliorare la prevenzione e gli aspetti clinici del trattamento dei problemi cardiovascolari, mette in risalto i dati sui benefici dei farmaci che riducono i livelli di colesterolo. E’ stato fatto anche un confronto tra uso di farmaci e interventi senza l’uso di farmaci.

I ricercatori hanno esaminato un gran numero di studi, utilizzando i database di Pubmed, EM-BASE e Cochrane.

Si sono concentrati principalmente su revisioni cliniche, meta-analisi e prove su larga scala randomizzate controllate. L’elenco completo degli studi selezionati è possibile consultarlo integralmenteScientific Research open acessPDF.

Particolare attenzione è stata rivolta agli studi riguardanti i trattamenti farmacologici cardiovascolari, ai loro effetti avversi sulle vie metaboliche.

Cos’hanno scoperto i ricercatori

C’è una mancanza categorica di prove cliniche per sostenere l’uso della terapia farmacologica a base di statine in prevenzione primaria (individui sani).

Le statine potrebbero aumentare notevolmente il rischio cardiovascolare nelle donne, nei pazienti con diabete mellito e nei giovani.

I programmi cardiovascolari di prevenzione che prevedevano solamente cambiamenti di stile di vita e rinuncia al fumo, hanno avuto un’efficacia clinica ed un aumento della qualità della vita maggiori di qualsiasi intervento farmaceutico o similare.

L’unico gruppo di persone a trarre un beneficio dalle statine, hanno osservato gli autori, sono uomini di mezza età che hanno già subito attacchi di cuore.

Gli effetti avversi delle statine

Gli autori hanno scoperto che per ogni 10.000 persone in buona salute che assumono le statine:

  • 307 pazienti soffrono di cataratta
  • 23 pazienti sviluppano insufficienza renale acuta
  • 74 pazienti sviluppano disfunzioni epatiche
  • aumenta la stanchezza muscolare del 30% e l’incidenza di rabdomiolisi arriva all’11,3% a dosi elevate
  • viene indotta una miopatia infiammatoria, compresa la miopatia autoimmune necrotizzante con immunosoppressione.

Si è visto che nei giovani, le statine aumentano di dieci volte il rischio di disfunzione erettile.

Secondo il sistema di segnalazione degli eventi avversi della FDA, 40 segnalazioni su 10.000 sono per malattia polmonare interstiziale causata da statine, che provoca cicatrici nei polmoni quasi mai reversibili.

Secondo i ricercatori le statine potrebbero causare:

  • iperglicemia postprandiale sia nei sani che nei diabetici
  • il diabete di tipo 2
  • un aumento del 9% del diabete negli anziani
  • l’insulino-resistenza
  • un aumento del rischio di cancro
  • disfunzione neurodegenerativa
  • aumento del rischio di tumori della pelle di 1,6 volte

Sempre secondo questo studio, esiste una correlazione tra statine e:

  • malattia di Parkinson
  • cataratta precoce (50% in più probabilità di sviluppare cataratta precocemente)
  • maggior calcificazione delle placche coronarie.

Su quest’ultima correlazione (statine e calcificazione delle placche), cinque studi prospettici forniscono ampie prove: la terapia con statine non induce alcuna regressione coronarica del calcio, e, a prescindere dal trattamento, l’evoluzione del calcio coronarico continua. Quindi, le statine possono aumentare la formazione di depositi di calcio nelle arterie.

Ripartiamo dalle basi per comprendere il colesterolo

La biochimica cellulare ci aiuta a comprendere meglio come ridurre in modo fisiologico e naturale i livelli di colesterolo.

Basandosi proprio sulla biochimica delle cellule, un gruppo di ricerca, da tempo sta producendo ricerche scientifiche sui micronutrienti biologici in grado di prevenire in modo efficace e significativo le malattie cardiovascolari e i temuti depositi.

Per scoprire ancora più sul colesterolo partecipa ai nostri corsi.

Un commento su “Abbassare il colesterolo fa sempre bene?”

  1. Buongiorno sono interessata agli studi che approfondisco no la cura con metodi naturali dei livelli alti di colesterolo nel sangue

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