Nutraceutica e Medicina Funzionale

Riteniamo indispensabile per l’approccio medico/preventivo che si diffonda una cultura di conoscenza dei processi biochimici cellulari in condizioni fisiologiche e patologiche, ma in relazione all’alimentazione ed ai micro-nutrienti, definiti anche modulatori fisiologici.

 

Dalla Medicina Funzionale alla Medicina Bio-Funzionale

Per i motivi sopra citati abbiamo coniato un termine che ci contraddistingue nettamente: Medicina Bio-Funzionale. Essa è, molto “semplicemente”, una medicina funzionale alla biochimica. Il suo approccio si basa sullo studio dei processi biochimici cellulari e come quesi vengono influenzati dall’alimentazione e da sostanze definite modulatori fisiologici in condizioni fisiologiche e patologiche.

 

La medicina cellulare si occupa della salute delle cellule

L'importanza di tale approccio scientifico è in primis sostenuto dalla biochimica, la scienza che studia i processi biologici e chimico-fisici degli esseri viventi, ed inoltre confermato da numerose ricerche scientifiche che hanno messo in risalto le proprietà dei modulatori fisiologici (che definiremo a breve).

Si tratta di una disciplina che, mirando al ripristino dell'omeostasi cellulare, abbraccia diverse aree di studio come la scienza della nutrizione, la biologia, la fisiopatologia, la farmacologia e la nutraceutica.

I Modulatori Fisiologici

Un modulatore fisiologico (MF) è un composto di origine naturale (ovvero fisiologico) ad azione regolatoria (ovvero modulante) di molte funzioni importanti per l’organismo umano. Il concetto di modulatori fisiologici (MF) è emerso come fondamentale in particolare nella relazione con lo stress ossidativo. Il concetto di modulatore fisiologico risale agli alimenti/elementi essenziali. 

Quando si parla di elementi essenziali in nutrizione ci si riferisce a sostanze di varia natura, come amminoacidi, vitamine, lipidi, metalli ed elementi in tracce che l’organismo umano riesce ad ottenere attraverso l’alimentazione e/o l’integrazione. Un elemento, per essere definito essenziale, deve soddisfare 4 requisiti:

  1. La sostanza non viene sintetizzata dall’organismo ed è richiesta per funzioni biochimiche vitali
  2. La sua assenza, o apporto inadeguato, causa i segni caratteristici di carenza sino al decesso 
  3. Le manifestazioni da carenza sono prevenuti dalla sostanza essenziale o da un suo specifico precursore e non da altre sostanze
  4. Al di sotto di un livello critico, la crescita dell’organismo e la gravità dei segni caratteristici di carenza, sono proporzionali alle quantità assunte

Ogni secondo nelle cellule avvengono precise ed ordinate sequenze di trasformazioni biochimiche. I modulatori fisiologici garantiscono il corretto svolgimento di tali trasformazione e quindi la corretta omeostasi cellulare. 

medicina-cellulare-e-micronutrienti
Si noti che queste trasformazioni avvengono grazie alla presenza di “vettori” (prima colonna a sinistra) per la produzione di bioenergia: i modulatori fisiologici.

È importante tener presente che non è l’assunzione di un singolo elemento che assicura una buona salute, ma l’apporto di diversi elementi nelle giuste proporzioni. L’esempio classico di “contesto sinergico” è rappresentato dagli alimenti. La corretta alimentazione è il presupposto di base per restare in salute. Tuttavia in determinate condizioni il fabbisogno di alcuni elementi aumenta, per cui si ricorre all’integrazione. Anche quest’ultima dovrebbe tener conto della biochimica e del contesto sinergico dei modulatori fisiologici (integrazione biofunzionale). 

Un apporto ottimale e sinergico di specifici modulatori fisiologici è perciò fondamentale per:

  • Proteggere le cellule del nostro organismo
  • Sostenere la produzione di bioenergia cellulare
  • Migliorare le condizioni psico-fisiche
  • Un supporto naturale nelle malattie cronico-degenerative

L’alimentazione moderna si impoverisce sempre più di elementi essenziali, e talvolta diventa complesso soddisfare esigenze specifiche che il nostro organismo richiede (vita frenetica, continue sollecitazioni emotive, agenti inquinanti, condizioni patologiche, ecc.). Va sottolineato inoltre che molti alimenti sono sbilanciati in zuccheri, per cui è indispensabile un regime alimentare finalizzato a contenere l'impatto glicemico. Riteniamo che un'alimentazione equilibrata e a ridotto impatto glicemico (RIG), associata in alcuni casi ad un'integrazione biofunzionale, possa essere una valida strategia per ridurre a monte l'insorgenza di una condizione patologica.

Si noti che nella nuova piramide alimentare si tiene conto dell'integrazione.

La nuova Piramide Alimentare
Secondo il dipartimento di nutrizione di Harvard, l'integrazione è parte integrante di una sana alimentazione