Ricerca sul cancro in campo naturale

L’obiettivo di questa esposizione è mettere a conoscenza i lettori che la ricerca sul cancro in ambito naturale ha avuto un incremento notevole, merito della scoperta delle proprietà anti-tumorali di alcune sostanze naturali.

Presenteremo un filone di ricerca scientifica che focalizza l’attenzione sullo studio delle cellule del tessuto connettivo e di una specifica sinergia biologica di sostanze naturali (modulatori fisiologici e polifenoli). Trattasi di un’indagine piuttosto singolare che apre nuovi orizzonti nella ricerca sul cancro.

In particolare, vedremo nuove possibilità di controllare diversi aspetti critici del processo cancerogenetico:

  • Metastatizzazione
  • Crescita tumorale
  • Angiogenesi
  • Apoptosi

Da una ricerca pubblicata nel 1992 sull’aminoacido L-lisinaRath M, Pauling L. Plasmin-induced proteolysis and the role of apoprotein(a), lysine and synthetic lysine analogs.
J Orthomol Med. 1992;7:17–23
, si è osservato un meccanismo patologico comune a tutti i tipi di cancro: la digestione del collagene e di altri componenti del tessuto connettivo, definiti anche matrice extracellulare (MEC).

La digestione enzimatica del tessuto connettivo è un processo che le cellule tumorali utilizzano per poter migrare e diffondersi in altri distretti dell’organismo. L’attività degli enzimi digestivi della matrice extracellulare è in stretta correlazione con l’aggressività del cancro.

 

Cosa sappiamo sul cancro

Il cancro è caratterizzato da una proliferazione continua di cellule indifferenziate che tendono ad invadere il tessuto circostante e a metastatizzare nuovi distretti dell’organismo.

La ricerca ne ha classificato oltre un centinaio di tipologie. Circa l’85% dei tumori si verifica in cellule di origine epiteliale, classificati come carcinomi.

I tumori derivati da cellule mesodermicheMESODERMA
Nell’embrione, foglietto germinativo situato fra l’ectoderma e l’endoderma, da cui hanno origine il tessuto connettivo, le ossa, i muscoli, il sangue, i vasi sanguigni, linfatici, ecc.
, come le cellule ossee e muscolari, sono chiamati sarcomi. Quelli dei tessuti ghiandolari (ad esempio nel seno), sono chiamati adenocarcinomi.

E’ stato accertato che circa il 50-75% dei tumori sono prevenibili in quanto scatenati da fattori che possono essere evitati, come gli squilibri nutrizionali, il fumo e gli inquinanti ambientali.

Sebbene vi sia una grande diversità di cause, la risposta cellulare finale è sempre la stessa: la produzione di enzimi digestivi del tessuto connettivo, caratteristica che si applica alla maggior parte dei tumori, se non a tutti.

 

Un possibile nuovo approccio alla ricerca sul cancro

L’obbiettivo di questa particolare ricerca sul cancro è orientata al rafforzamento dell’integrità di una barriera naturale fatta di collagene e di altri elementi del tessuto connettivoTipo di tessuto che fornisce supporto strutturale e metabolico agli altri tessuti, definito anche “tessuto di supporto”.

Le varie di tipologie di tessuto connettivo si distinguono sia per il tipo di cellule che le compongono, sia per la natura della matrice extracellulare (fluida, lassa o compatta).

Quest’ultima, detta anche “sostanza intercellulare”, è formata da due tipi di componenti:

  1. La componente fibrosa (formata da collagene ed altri tipi di proteine)
  2. La sostanza amorfa o fondamentale (costituita da proteoglicani), che circonda tutte le cellule, comprese le cellule tumorali

Per crescere e diffondersi in altri organi, ogni tipo di cellula tumorale deve digerire la barriera di tessuto connettivo circostante mediante l’ausilio di enzimi specifici. Alcuni studi (che accenneremo a breve) condotti in vitro e in vivo hanno evidenziato che l’impiego di specifici componenti naturali come polifenolo del tè verde, quercitina, lisina, vitamina C, ecc., tende ad arrestare il processo di digestione della matrice extracellulare.

La digestione della matrice extracellulare è un processo fisiologico che, in caso di cancro, diventa ingestibile da parte dell’organismo

La digestione della matrice extracellulare è un processo molto comune, che si verifica spesso in determinati distretti corporei (approfondimento). Questi meccanismi sono implicati in molti processi, come:

  • La migrazione delle cellule del sistema immunitario in caso di infezioni
  • L’ovulazione 
  • Gravidanza e allattamento (tessuto uterino e mammario)
  • La produzione degli spermatozoi (prostata, testicoli)

Le cellule tumorali usano i meccanismi appena citati, con la differenza che quest’ultime sfuggono al controllo dell’organismo producendo in maniera incontrollata enzimi (collagenasi) che digeriscono la matrice extracellulare circostante. Questa è la ragione principale che rende il cancro difficile da controllare, in quanto sfrutta gli stessi i meccanismi che il nostro organismo utilizza per la migrazione cellulare e il rimodellamento dei tessuti. 

È interessante notare che i meccanismi di digestione cronica della matrice extracellulare non riguardano solo le patologie tumorali, ma si verificano anche in altre condizioni patologiche a carattere infiammatorio cronico (artrite, asma, aterosclerosi, infezioni e molte altre condizioni)

Il controllo del meccanismo di digestione del tessuto connettivo nel cancro è stato confermato dalla ricerca di studiosi danesi su modelli di topi di laboratorio transgenici.

Il loro studio ha dimostrato come nei topi transgenici in cui è stata bloccata la produzione dell’enzima urochinasi (necessario per digerire il collagene), si è osservata una limitata capacità del cancro di formare metastasi.
Reduced metastasis of transgenic mammary cancer in urokinase deficient mice, Int J Cancer 2005; 113(4): 525-532 PubMed

Ci sono molti enzimi coinvolti nella digestione della matrice extracellulare. Quelli più rilevanti prendono il nome di metalloproteinasi (MMP). Tra le varie forme di MMP, quelli con maggiore aggressività sono le MMP 2, MMP 9.

Si noti che nei tessuti caratterizzati da un’importante attività di rimodellamento fisiologico si verifica una notevole produzione di enzimi digestivi (tessuti di seno, ovaie, midollo osseo, ecc.); non a caso questi tessuti hanno una elevata suscettibilità allo sviluppo del cancro.

Efficacia della sinergia di sostanze naturali

Molti degli studi pubblicati sull’attività anti-cancro di alcune molecole naturali sono stati condotti tenendo conto dell’impiego di sostanze prese singolarmente. Va da sé che il potenziale di tali lavori dovrebbe ritenersi limitato. 

L’approccio innovativo che presentiamo si basa su una sinergia di componenti che permetterebbe di controllare diversi meccanismi tumorali contemporaneamente. L’azione sinergica assicura inoltre l’omeostasi cellulare e il riequilibrio metabolico. Ciò non sarebbe possibile soltanto con l’impiego di singole sostanze. 

Lisina, EGCG, Vitamina C, Arginina, Prolina, NAC, Rame, Manganese, Selenio

Test in vitro ed in vivo hanno fornito dati scientifici sugli effetti di questa sinergia di elementi:

1. Inibizione della crescita del tumore e della formazione di metastasi mediante i seguenti meccanismi:

• Inibizione della secrezione e dell’espressione di MMP, che rallentano la digestione della matrice extracellulare

• Inibizione della propagazione delle cellule tumorali nei tessuti circostanti

• Miglioramento della struttura del tessuto connettivo con aumento della sua integrità e resistenza alla degradazione

• Diminuzione della proliferazione cellulare e inibizione della crescita tumorale

Cancer3

2. Inibizione dell’angiogenesiI tumori solidi sono strettamente dipendenti dalla formazione di nuovi vasi: “un tessuto neoplastico senza un letto vascolare non può crescere oltre il diametro di 1-2 mm” (Folkman 1990) mediante i seguenti meccanismi:

• Diminuzione dell’espressione di fattori pro-angiogenici, come il fattore di crescita endoteliale vascolare (VEGF) e l’angiopoietina

• Diminuzione della formazione di nuovi vasi sanguigni

Cancer4

3. Induzione della morte delle cellule tumorali naturale (apoptosi) mediante i seguenti meccanismi:

• Attivazione di geni pro-apoptotici (p53, p21, Bax)

• Inibizione di geni anti-apoptotici (BCL1)

• Afflusso di calcio intracellulare

• Modificazioni del ciclo cellulare verso la fase G1

Cancer5

Alcuni studi in vitro e in vivo

1. Significativa riduzione della comparsa di tumori mammari (fino al 78%), indotti da N-metil-N-nitrosurea in cavie di laboratorio, mediante l’impiego di una miscela di nutraceutici. PubMed

2. Inibizione dell’85% del tumore della pelle (papilloma), indotto da DMBA (7,12-dimethylbezanthracene) in cavie di laboratorio, mediante l’impiego di una sinergia di nutraceutici. PubMed

3. Inibizione del 50% del numero di tumori al polmone, indotti da uretano in cavie di laboratorio, mediante l’impiego di una miscela di nutraceutici. PubMed

Conclusioni

Gli studi che abbiamo presentato, sebbene indichino una relazione tra l’impiego di una precisa sinergia di nutraceutici ed una risposta positiva dell’organismo nei confronti di cellule tumorali, vanno interpretati con estrema cautela e necessitano, per forza di cose, di ulteriori conferme. 

C’è da sottolineare che si tratta pur sempre di studi in vitro e in vivo, per cui il tassello mancante di questo filone di ricerca oncologica in campo naturale è rappresentato dalla fase di sperimentazione clinica.